PERITO 

La piazzola di sosta trasformata in sversatoio per l’immondizia

PERITO. Una piazzola nei pressi dell’uscita della Cilentana all’altezza di Perito è stata utilizzata come discarica a cielo aperto. Poco meno di due metri quadrati di verde su cui ignoti incivili...

PERITO. Una piazzola nei pressi dell’uscita della Cilentana all’altezza di Perito è stata utilizzata come discarica a cielo aperto. Poco meno di due metri quadrati di verde su cui ignoti incivili hanno scaricato non solo semplice spazzatura ma anche materiale pericoloso. Fusti di olio contenenti chissà cosa, materiali edili di scarto, parti di lastre di amianto, bottiglie di vetro, elettrodomestici e addirittura il paraurti anteriore di un'auto, una Renault Megane, da cui è stata asportata la targa.
A pochi metri dalla microdiscarica vi è il fiume Alento sulle sponde del quale, nella medesima zona, qualcuno ha abbandonato diversi sanitari oltre che alla classica immondizia. Spesso in quei pochi metri che collegano l’uscita della Cilentana alla strada che porta a Perito ignoti hanno scaricato illegalmente rifiuti di ogni genere arrivando anche ad abbandonare l’intera carcassa di un’automobile incendiata.
Una situazione che va avanti da tempo e che costringe ogni volta gli Enti responsabili, in questo caso Anas, Provincia di Salerno e il Comune di Perito, ad intervenire per pulire e bonificare l’area con impegno economico non indifferente. Più volte l’associazione ambientalista FareAmbiente, attraverso le sue guardie guidate a livello provinciale da Benedetto D’Angiolillo, ha puntato i riflettori su questa vicenda. La zona è trafficata essendo una via di comunicazione importante tra comuni come Perito, Lustra e Rutino e centri più grandi quali Agropoli e Vallo della Lucania.
«Troppo spesso in questo luogo la natura viene violentata - dice un automobilista - Passo tutti i giorni qui per lavoro e c’è sempre più spazzatura. A volte i rifiuti, anche quelli speciali, vengono rimossi ma dopo poco tempo l’emergenza si ripresenta». I residenti chiedono maggiori controlli e l’attivazione di telecamere: «Solo con dispositivi di sorveglianza si risolverà il problema - dicono - e gli incivili rispetteranno finalmente le regole e l’ambiente».
Arturo Calabrese
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