Iannone: «Che Guevara fece peggio»

Post del presidente della Provincia di Salerno su Facebook. Sel chiede le dimissioni: «Non è degno dell’incarico»

SALERNO. Fanno discutere due post pubblicati su Facebook dal Presidente della Provincia di Salerno, Antonio Iannone (Fratelli d’Italia), in cui il boia delle Fosse Ardeatine Erich Priebke viene accostato al rivoluzionario castrista Che Guevara. «Ernesto Che Guevara è stato un macellaio peggiore di Priebke nei primi anni del regime di Fidel Castro a CubA», è il contenuto del post di Iannone che sta scatenando le reazioni del web e quelle delle forze politiche. «Da parte mia nessuna volontà di elogiare o difendere Priebke che non ho problemi a definire un boia e un macellaio – spiega – ma dopo aver visto un documentario su Che Guevara in cui si evidenziava che, al di là della mitizzazione fatta dalla sinistra, per la storia si è trattato di un macellaio anche peggiore negli anni compresi tra il 1959 e il 1965, non posso sottacere che Priebke non è stato l’unico mostro del Novecento. Ma che ci sono stati altri macellai, come Che Guevara appunto, che meritano lo stesso trattamento». «Il mio intento – ribadisce Iannone – non era quello di difendere Priebke, per la cui morte da buon cristiano non esulto, quanto di allargare la discussione ai tanti aguzzini della storia che hanno militato sotto le bandiere del nazifascismo e del comunismo che per me sono la stessa cosa. E che Guevara è stato un assassino comunista, altro che alfiere della libertà». Il post fa seguito a un’altra riflessione affidata da Iannone alle pagine del social network venerdì scorso in cui diceva: «Priebke è stato un boia, ma vedere tante parole di giubilo per la sua morte è veramente uno scempio. Una cosa è il risentimento dei familiari delle vittime delle Fosse Ardeatine, un’altra sono i vendicatori dell’ideologia avversa che dovrebbero avere più memoria dei propri mostri. Mai più né comunismo né nazismo».

Dichiarazioni che hanno subito scatenato reazioni delle forze politiche. «Accostare la parola “macellaio” ad Ernesto Che Guevara, dimenticando i 335 morti innocenti delle Fosse Ardeatine, fucilati su ordine di Erik Priebke, è la dimostrazione lampante che Antonio Iannone, oltre a non conoscere la storia, è letteralmente fuori da essa. Vorremmo sapere su quali testi ha studiato il presidente “nominato” della Provincia». È quanto afferma in una nota Gerardo Calabrese del coordinamento provinciale di Sel Salerno. «Evidentemente si legge nella nota – dopo aver dimostrato di essere uno dei massimi esperti del “Manuale Cencelli”, con quest’affermazione ci ha dimostrato di aver perfezionato i suoi studi sul “Manuale Cirielli”, quello che il 25 aprile del 2011 aveva tentato una riscrittura, o meglio una cancellazione, della Resistenza partigiana in Italia».Arturo Scotto, segretario di Sel campania, ha invece chiesto le dimissioni di Iannone©RIPRODUZIONE RISERVATA